Scuola
nuova per una società nuova.
Per brevità di esposizione e nel timore di annoiare, riporto
in modo schematico e il più sinteticamente possibile, le mie
idee in merito a ciò che si potrebbe fare per risollevare un
po’ le sorti della scuola italiana, in risposta alle molte critiche
che le piovono addosso da ogni parte:
1° fase: Portare la suola dell’obbligo non oltre i 14 anni,
in quanto il giovane di oggi è già in grado di fare una
scelta responsabile circa le prospettive del suo futuro.
2° fase: Scuola superiore: abolire l’obbligo di frequenza
con esami intermedi fino all’esame di maturità, e ciò
perché la frequenza obbligatoria è vista dai giovani come
una condanna senza appello e una limitazione della loro libertà
di scelta.
3° fase: Frequenza libera con scelta di un’area: a) Tecnico-pratica;
b) Scientifico-tecnologica; c) Storico-filosofica; d) Linguistica-letteraria:
e) Commerciale-giuridica; f) Artistica.
Il passaggio da un livello all’altro dovrebbe essere consentito
alla fine di ogni anno scolastico, dietro esame delle competenze acquisite,
e ciò per evitare che la promozione al livello superiore, come
purtroppo accade oggi, sia quasi automatica.
In conclusione, solo se il giovane e le loro famiglie sono messe di
fronte alle responsabilità dello loro scelte, che, essendo libere,
assicurano alla scuola un comportamento più attivo e proficuo,
solo se la scuola non sarà più considerata una “prigione”,
potrà contribuire a cambiare la società in cui viviamo.
L’organizzazione della nuova è scuola è completamente
affidata alle autorità politiche.
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