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Articoli del nostro Movimento
pubblicati sulla stampa locale

I
Anno XIII - N. 287 - Edizione area tiburtina, nomentana e salaria - Venerdì, 24/11/2009
Per amore della trasparenza promessa in campagna elettorale
La richiesta del Movimento “Città dell’Uomo”
“Crocifisso, l’amministrazione dichiari la propria posizione

TIVOLI – Il Movimento “Città per l’Uomo chiede all’amministrazione e al consiglio comunale di Tivoli di far conoscere la propria posizione politica in merito alla sentenza della Corte di Strasburgo sulla rimozione del crocifisso per “amore della trasparenza e della massima chiarezza politica promessa in campagna elettorale”.
“Il nostro Movimento – spiega il presidente Igino De Santis – auspica che dal dibattito si ribadiscano i valori cristiani espressi dal crocifisso, con la riconferma dello stesso simbolo nelle aule scolastiche e in tutte le altre istituzioni pubbliche, oltre alla difesa delle tradizioni storico-cultuirali e dei diritti civili e democratici.”
La lettera inviata al sindaco, alla Giunta comunale, al consiglio comunale e ai partiti politici tiburtini
“Premesso che:
a) la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, con apposita sentenza ha stabilito che l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche
costituisce violazione del diritto dei genitori a educare i propri figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni,
b) il Governo ha presentato ricorso dichiarando di non condividere la sentenza e di non volerla applicare, considerandola peraltro non vincolante;
c) il Vaticano ha espresso stupore e rammarico per una sentenza miope e sbagliata;
d) la Cei ha bocciato la sentenza parlando di “visione parziale e ideologica”,
e) numerosi esponenti politici dei più rilevanti partiti italiani hanno dichiarato, come il governo, di non condividere la sentenza e invitano a non rispettarla;
f) alcuni Enti Locali, non ultimo il Consiglio Comunale del comune di San Cesareo, hanno approvato ordini del giorno con i quali assumono l’impegno di coinvolgere i responsabili degli istituti scolastici ad assicurare la presenza del crocifisso

in ogni aula, o il suo ripristino ove sia stato rimosso, e a promuovere riflessioni in ambito didattico sui valori cristiani nella nostra storia e nella nostre tradizioni più profonde;
CHIEDIAMO all’Amministrazione e al Consiglio comunale di Tivoli, di voler mettere tale argomento all’ordine del giorno di una prossima seduta consiliare, per consentire alle forze politiche tiburtine di esprimersi e di far conoscere agli elettori la propria posizione politica in merito a tale argomento, per amore della trasparenza e della massima chiarezza politica promessa da tutti i partiti in campagna elettorale.
Il nostro Movimento auspica che dal dibattito si ribadiscano i valori cristiani espressi dal crocifisso, con la riconferma dello stesso simbolo nelle aule scolastiche e in tutte le altre istituzioni pubbliche, oltre alla difesa delle tradizioni storico-culturalia e dei diritti civili e democratici.


Redazione: Tivoli - Ottobre 2009 - N. 9

Studenti contro il "caro libri"
di PASQUALE MESSALI

Anche in alcuni istituti scolastici tiburtini è scoppiata la protesta contro il “caro libri”. Condivido questa giustificatissima presa di posizione degli studenti, ma mi sentirei di criticarla duramente nel caso in cui fosse organizzata a scopo demagogico e di politica spicciola, per screditare la Pubblica Amministrazione, o questo o quel politico, senza alcuna intenzione di risolvere la questione, (come spesso capita).
Se non sbaglio, la riforma Gelmini prevede il contenimento del costo dei libri con il blocco, per cinque anni, del prezzo di copertina.
Ma, dalle buone intenzioni occorre però passare ai fatti. E non basta la sola volontà che discende dall’alto. Occorre la buona predisposizione di tutti, a partire dal basso, a cominciare cioè dai singoli istituiti scolastici locali, che autonomamente possono adottare varie iniziative per contenere il costo dei libri e le spese pretestuose o voluttuarie, generate dalla fervida fantasia di insegnanti e dirigenti scolastici, poco sensibili alle difficoltà di chi è costretto a vivere in ristrettezze economiche.
Credo possibile affrontare diverse questioni della Scuola, prendendo iniziative locali, senza attendere passivamente che i problemi ce li risolvano gli altri, come siamo abituare a fare.
Potrebbe essere utile organizzare apposite riunioni di studenti, genitori e insegnanti per discutere il “costo scuola in generale”, proponendo, per esempio, il ridimensionamento della pagine dei libri, intrisi di nozionismo che non serve, lo scarto di quei testi che vengono studiati solo in piccola parte, la riduzione del numero e della qualità degli altri strumenti didattici a carico delle famiglie, privilegiando i meno costosi, abolire “l’Edizione aggiornata”, con la diffusione periodica di dispense elettroniche scaricabili gratuitamente da internet, impedire agli insegnanti di scegliere i titoli dei testi diversi gli uni dagli altri, per ostacolare il riciclaggio dei libri usati, ecc. ecc.
Molto si potrebbe fare, impegnando gli operatori scolastici esperti dei problemi della scuola, per suggerire soluzioni da adottare localmente, finalizzate anche alla riduzione dei costi. Ma nessuno si muove, perché ci piace tanto soggiacere passivamente a ogni tipo di speculazione economica e politica con l’unica soddisfazione di poter dire che “la colpa è solo ed esclusivamente degli altri”.

 


Redazione: Tivoli - Luglio-Agosto 2009. N. 7

A Tivoli esistono i partiti?
Nascerà il PDL?

di PASQUALE MESSALI

In occasione della nuova tornata elettorale, gli esponenti politici tiburtini si sono subito scatenanti nel fare quello che gli riesce meglio: chiedere il voto ai cittadini per i vari candidati di lista, per lo più sconosciuti non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista della serietà, della irreprensibilità e dell’impegno politico. E la musica non cambia. Si continua a fare solo ed esclusivamente attività elettorale, vivendo di luce riflessa, e tralasciando totalmente quella politica, che invece dovrebbe essere alla base e senza la quale il cittadino non può orientarsi.
Comunque, a sentir loro, non c’è da preoccupar-si: non è necessario conoscere competenze, capacità e attitudini dei candidati; si tratta di amici personali o di partito, quindi sono garantiti.
Quando serve, si tira in ballo il partito. Ma a Tivoli esistono ancora i partiti? E i consiglieri comunali si sentono vincolati ad essi e seguono le loro direttive? Ne dubito. Prendiamo il caso del neo PDL. I consiglieri comunali eletti nelle liste del Centro Destra, anch’essi impegnatissimi nella campagna elettorale per il Parlamento Europeo, non mi sembra che si stiano strappando le vesti per mettere su un partito, con una propria sede e un organico funzionante. Si ha l’impressione che ciascuno di loro preferisca andare per la sua strada, rifiutando qualsiasi tipo di coordinamento e di direttiva, per fare invece solo il proprio comodo, senza alcun vincolo con una linea politica democraticamente elaborata da una struttura di partito. Ed è sconfortante.
Se gli esponenti politici del Centro-Destra tiburtino non riescono a creare una coalizione coesa su una linea politica chiara e condivisibile, e non sono neppure in grado di costituire e guidare un nuovo partito politico, come è possibile sperare che possano essere capaci di costituire e guidare una amministrazione comunale?
Stando così le cose, temo che il Centro-Destra tiburtino ispiri scarsa fiducia, e i simpatizzanti farebbero bene a pensarci due volte prima di ripetere l’errore di tornare a votare e riconfermare gli attuali rappresentanti.
Pasquale Messali

 


Redazione: Tivoli - Giugno 2008. N. 6

C'era una volta la politica
di PASQUALE MESSALI

Ritengo che la politica abbia subito nel tempo un costante e inarrestabile peggioramento, e a Tivoli la situazione non è delle migliori.
I partiti hanno risentito del grave fenomeno della perdita dei valori, dell' etica politica e delle regole deontologiche, con la tendenza a non rispettare le leggi, o a volerle addomesticare per adattarle alle esigenze di una ristretta cerchia di persone, che il più delle volte non corrispondono ai bisogni primari della popolazione. In molti dei partiti attuali non si pratica più il dialogo interno, la cosiddetta democrazia nelle decisioni, non si cerca di stimolare la partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti al dibattito per collaborare insieme alla formazione di una linea politica da tutti condivisa, ma ogni decisione piove dall’alto, ad opera di poche persone che grazie al pacchetto azionario delle tessere, si comportano come fossero i proprietari incontrastati del partito, sentendosi autorizzati a disporne liberamente. Tutto si decide a porte chiuse e in separata sede.
Della politica di un tempo, che si risveglia solo in prossimità di una tornata elettorale, è rimasta unicamente la rincorsa sfrenata alla conquista della poltrona, per farne poi un uso personale prevalentemente finalizzato a favoritismi e clientelismi in cambio di voti per la futura rielezione, peraltro arrecando danni all'Ente Pubblico che si amministra.
Occorre il rinnovo della politica, non disdegnando il ritorno ai valori più profondi di una volta, quando peraltro i contrasti interni rimanevano nascosti nelle quattro mura, e all'esterno i rappresentanti dei singoli partiti erano unitari, una voce unica e rispettosa delle direttive di partito, non come accade adesso che si fronteggino e si svergognano pubblicamente come fosse la cosa più naturale del mondo, mettendo in piazza, senza alcun ritegno, tutte le loro miserie dell’appartenenza all'una o all’altra fazione.

 


Redazione: Tivoli - Aprile 2008. N. 4

La lettera del mese
Terme di Roma e festa dell'Inchinata

Spett. Direttore Responsabile,
una delle considerazioni che suscita la petizione contro il nuovo nome Terme di Roma, riguarda il concetto di "Democrazia".
Riteniamo che, in uno Stato democratico, le Pubbliche Amministrazioni, siano tenute a rispondere con la dovuta sollecitudine, alle istanze dei cittadini, e ancor più alle petizioni, e non a lasciarle nel dimenticatoio, per non rischiare di essere accusati di mantenere un comportamento di superiorità e di indifferenza verso il doveroso rispetto delle regole democratiche.
Crediamo che i tiburtini abbiano il diritto di conoscere in quale considerazione sia stata presa la loro petizione, così parimenti la questione che riguarda la “riqualificazione" di Piazza Trento che, (nonostante le osservazioni contrarie di cittadini ed Enti), compromette il normale svolgimento della millenaria manifestazione religiosa dell’'Inchinata e il regolare flusso di turisti che visitano la Villa D'Este, come pure segnalato dalla stessa Sovrintendenza.
Presidente del Movimento Città per l'Uomo - Geom. Igino De Santis
Rispende il direttore.
Il "Movimento Città per l'Uomo" avrà avuto l'impressione, forse, di pensare che questo mensile abbia dimenticato o abbandonato al suo destino tutto quello che ha fatto: petizione, articoli, interrogazioni di consiglieri comunali ed altri per cancellare quel Termine di Roma dalla pubblicità che l'Amministrazione tiburtina ha permesso di sostituire. Molti politici che siedono a Palazzo S. Bernardino sanno che è stata una iniziativa sbagliata, o quantomeno improduttiva dell'amministrazione delle terme. Ci viene il dubbio che i cittadini di Roma, che hanno sempre affollato le Terme di Tivoli, non abbiano mai pensato di trovare migliori benefici per la salute alle Terme di Roma!
I titolari del Palazzo tiburtino non hanno avuto il coraggio di accettare i consigli, i suggerimenti di molti cittadini di impedire l'iniziativa. Anche se oggi, sembra, si stia cercando di far cadere l'impegno frettolosamente assunto.
Questo fatto fa pensare che l'Amministrazione comunale è azionista di maggioranza ma chi comanda, nel bene, e nel caso in discussione nel male, è il Socio di minoranza! Noi abbiamo fiducia che scaduti gli accordi pubblicitari tornerà il nome originale allo stabilimento tiburtino.
Altra dolente nota è la decisione di installare in Piazza Trento una fontana? un monumento? o chissà cosa! La notizia ha provocato reazioni contrarie per ovvie ragioni, scritte e dette tante volte. Noi vorremmo sapere. curiosi come siamo, di chi è stata la brillante idea. Quali motivazioni così serie, così importanti, cosi categoriche esistono per installare una fontana? una statua o altro in uno spazio ridotto come è Piazza Trento.
La 'piazzetta' è famosa per tante ragioni, tra queste quella che vi insiste una facciata con incastonato un rosone di assoluto valore storico-architettonico della Chiesa di Santa Croce in S. Francesco e l'accesso ad un monumento importante come Villa d'Este visitato e conosciuto da tantissime visitatori.
Un'altra considerazione è che si pensi che un monumento, di una fontana o quant'altro, possa interessare i più! L'altra ragione, non meno importante, è il fastidio che quella fontana o quel monumento arreca e disturba l'Inchinata, momento religioso tanto amato dai tiburtini e non.
Le più alte Autorità religiose, le Associazioni come la Società Tiburtina di Storia ed Arte, Italia nostra, le Soprintendenze hanno sconsigliato di installare tra tanta storia ed arte, un monumento che molti si chiederanno il perché è lì.
Chissà quale recondita 'molla' spinge gli amministratori nella forma decisione di non ascoltare i pareri di tanti, forse, quella di arricchire il medagliere e di dire “anche questo l'ho voluto io?” Chissà!

 


Redazione: Tivoli - Marzo 2008. N. 3

Movimento Città per l'Uomo:
Rinviata troppe volte una decisione
Spett. Direttore Responsabile,
abbiamo letto sul numero 10 di Novembre 2007, che “Il Cittadino” ha depositato in comune, la petizione sottoscritta da circa 2000 tiburtini contro l’utilizzo del nome “Terme di Roma” per indicare le Terme Acque Albule di Tivoli.
Come tanti cittadini tiburtini, anche noi vorremmo conoscere l’esito della petizione, se cioè l’Amministrazione Comunale di Tivoli ha ritenuto di dover prendere in considerazione e discutere questa lodevole iniziativa di carattere popolare, presa dal vostro giornale, e soprattutto se ha dato una risposta, come di dovere.
Ringraziandola per la cortese disponibilità da sempre dimostrata dal Vostro giornale alle istanze dei cittadini, la saluto cordialmente.
Il Presidente: Geom. Igino De Santis.
La redazione:
Sulla domanda che il lettore cipone possiamo dire solo che la petizione suggeritaci è stata firmata da circa 2000 cittadini che non condividono la decisione del Consiglio comunale del 14 giugno 2007.
L'intento di far cambiare il nome da Terme di Roma all'originale Terme di Tivoli è stata messa più volte all'o.d.g. ed è stata sempre rinviata. Per far piacere ai lettori che hanno firmato la petizione, riportiamo i dati di come si svolse quel consiglio comunale e da noi pubblicato su Il cittadino del luglio 2007. Sarebbe il caso - leggendo la nota - fare su quella decisione, qualche opportuna considerazione.


Redazione: Tivoli - Dicembre 2009 - N. 11

Togliere il crocifisso: Democrazia o arbitrio?
di PASQUALE MESSALI

Al di là del fatto che l’amatissimo e irrinunciabile crocifisso sia il simbolo delle radici cristiane italiane ed europee, e rappresenti valori universalmente riconosciuti, e che, peraltro, non è per niente carino ed educato, se non inaccettabile, il fatto che gli stranieri ospiti nel nostro Paese possano considerare mortalmente offensive le nostre tradizioni più profonde, (e non soltanto quelle religiose), per pretenderne la rimozione, la pronuncia della Corte europea, per me raccapricciante, che dichiara l’esposizione del crocifisso nelle scuole “violazione dei diritti umani”, suscita anche un’altra riflessione in merito al concetto di democrazia, libertà, autodeterminazione dei popoli e autonomia dei singoli Stati, che l’Unione Europea non credo voglia annullare. (Almeno, non nelle sue intenzioni iniziali.)
Mi chiedo che "democrazia" sia la nostra, se un organismo internazione come la Corte di Strasburgo, composto di sette persone, (chiamate giudici), originarie di Paesi in cui il tasso di cristianità è quasi nullo, e le cui competenze risulterebbero poco definite, ma non credo illimitate, possa permettersi di non tenere conto della volontà della maggioranza dei cittadini italiani, del governo italiano democraticamente eletto, della direzione della scuola interessata, della Corte Costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato italiani, che si sono già espressi, nei vari anni, contro la richiesta inoltrata da “cittadina italianizzata” di origine straniera, di togliere il crocifisso dall’aula scolastica frequentata nientemeno che dalla propria figlia.
Ho l’impressione che oggi, il concetto di Democrazia sia completamente stravolto. Non è più inteso come espressione della volontà popolare, e ciascuno crede di poterlo adattare alle proprie esigenze o convenienze politiche personali o di parte. Non è più volontà di molti, ma discrezionalità di pochi, e a volte di una sola persona, (che sia giudice o altro), alla quale è attribuita, o si attribuisce autonomamente, la facoltà di permettersi di dire l’ultima parola su qualsiasi argomento della vita sociale, e su tutto.
Anche questa, forse, potrebbe essere una delle tante anomalie che occorrerebbe correggere al più presto.

Redazione: Tivoli - Settembre 2009 - N. 8

Trasparenza, Democrazia e Libertà
Chiedetela agli altri, non a noi.

di PASQUALE MESSALI

Nelle campagne elettorali, tutti gli esponenti politici che si rivolgono agli elettori per chiedere il voto, non mancano di sottolineare la grande importanza che riveste la parola “Trasparenza dell’azione amministrativa”, che si lega fortemente alle consorelle “Democrazia e Libertà”, sostenendo che, se fosse garantita la facoltà dei cittadini di conoscere davvero ciò che accade nel Palazzo e i provvedimenti adottati, i pubblici amministratori sarebbero più prudenti e oculati, più rispettosi delle leggi, e meno portati agli errori, alle parzialità, alle prepotenze, alle clientele e favoritismi, alle ingiustizie, agli sprechi e a fare danni.
Partendo dal concetto che, una volta eletti, ci si debba occupare dell’amministrazione della cosa pubblica, e di questioni che interessano la collettività, (quindi non private o personali), si sostiene che l’azione amministrativa debba svolgersi alla luce del sole, senza sotterfugi, senza occultamenti, senza segreti e senza nascondere alcuna decisione formalmente presa, con il pieno coraggio delle proprie azioni.
Ma, come capita sovente, delle promesse di trasparenza, di democrazia, di libertà e di partecipazione popolare, ci si dimentica in fretta. Una volta formata la nuova Giunta, e il gruppo dell’opposizione, capita di non sentirsi nel dovere civico di rispondere alle petizioni e alle richieste dei cittadini, come quelle di ripristinare le riprese televisive del Consiglio Comunale e di pubblicare sul sito Internet istituzionale, tutte le deliberazioni della Giunta e le determinazioni dei dirigenti, ordinate cronologicamente e suddivise per argomento, in modo da consentire a chi volesse farlo, di ritrovarle e leggerle con facilità.
Ma si risponde: c’è l’Albo Pretorio, nel quale i suddetti atti vengono regolarmente pubblicati (anche se è visibile solo il frontespizio). Già, questa è la solita risposta dei furboni, dei soloni della politica che credono di essere tanto superiori da potersi permettere di prendere in giro i cittadini e di farli contenti e gabbati.
Nella realtà “Trasparenza, Democrazia e Libertà”, sono principi nobili che si pretendono dagli altri, ma quando siamo noi a doverli garantire e mettere in pratica, allora la loro interpretazione cambia in modo davvero clamoroso… ma assolutamente ingiustificabile.

Redazione: Tivoli - Maggio 2009. N. 5

Chi ha voglia di votare per gli
europarlamentari italiani'?

di PASQUALE MESSALI

Come capita sempre in occasione di una nuova tornata elettorale, si assiste alla contrapposizione di due contrastanti opinioni: da un lato i delusi della politica, peraltro in costante incremento, che invitano a disertare le urne, perché i politici non meritano, e dall' altra i partiti e movimenti, tutti impegnati a convincere gli e[ettori a dimenticare per qualche giorno criticne e giudizi negativi sul loro operato, spesso inconcludente e poco benefico, che il voto è un diritto democratico irrinunciabile e un dovere civico dei cittadini, e che occorre dare il consenso elettorale ai propri candidati, i migliori che si possano immaginare, i soli onesti e virtuosi, pieni di valori e pronti a sacrificarsi per il bene della collettività, gli unici in grado di affrontare i problemi che nessuno è capace di risolvere.
Per la imminente elezione dei candidati italiani al Parlamento Europeo, gioverebbe ricordare l'aspra critica apparsa su molti giornali, da parte di chi affermava che gli italiani sono i parlamentari europei meglio pagati e i più assenteisti. Tanto è vero che, nel dibattito richiesto proprio dall'Italia, per l'estradizione di un noto pregiudicato rifugiatosi in Brasile, erano presenti in aula soltanto 8 europarlamentari italiani su 78.
C'è da chiedersi se si possa avere ancora voglia di andarli a votare.
Purtroppo, in numerosissime occasioni, i nostri politici hanno dimostrato di essere interessati molto di più ad appartenere alla Casta aristocratica dei privilegiati e a farsi assegnare una poltrona prestigiosa, piuttosto che a mantenere fede agli impegni e ai doveri che essa comporta. Sanno di ispirare sempre meno fiducia, ma non hanno voglia di impegnarsi più di tanto per guadagnarsela con i meriti.
Temo che a lasciarsi coinvolgere, con l'espressione del proprio voto, in un sistema che propone rappresentanti politici meno credibili e poco ispirati alla dignità personale, al senso del dovere e al mantenere fede alla parola data, sia cosa poco confortante e abbastanza dannosa per tutti.

Movimento Città per l’Uomo
Tivoli, via del Trevio 42 – Tel. 0774/334324.
E-mail: movcitu@hotmail.it - Sito: www.mcpu.it

Tivoli, 11 settembre 2008
OGGETTO
: Sedute del Consiglio Comunale in diretta televisiva.

Durante lo svolgimento dell’ultima campagna elettorale, abbiamo avuto modo di ascoltare critiche e lamentele da parte di molti cittadini in merito al fatto che le Pubbliche Amministrazioni non fanno abbastanza per consentire alla popolazione di seguire più da vicino e di partecipare in modo più attivo all’azione politico-amministrativa comunale.
Tra i nostri obiettivi, ai primi posti c’è proprio l’idea di rendere accessibile al cittadino la conoscenza dell’attività comunale in tutti i suoi aspetti.
Noi riteniamo, e auspichiamo, un maggiore impegno da parte della politica tiburtina, nel voler garantire migliore trasparenza, partecipazione dei cittadini, informativa e controllo dell’azione amministrativa.
Per sopperire almeno in parte a tali carenze, il nostro Movimento
CHIEDE
a codesta Amministrazione, di lanciare un segnale forte e chiaro al riguardo,
PROPONE
di consentire alle televisioni locali, che volessero farlo gratuitamente, senza cioè determinare alcun aggravio di spesa per il Comune, di riprendere e trasmettere in diretta le sedute del Consiglio Comunale.
Ci siamo documentati e sappiamo che il garante sulla privacy si è pronunciato favorevolmente, purché gli intervenuti siano informati della presenza delle telecamere, della diffusione delle immagini in diretta e dei commenti dei giornalisti, e infine sia osservata particolare cautela per prevenire l’indebita divulgazione dei dati sensibili e sulla salute.
Copia della presente proposta viene trasmessa ai consiglieri comunali e ai partiti politici tiburtini, con richiesta, per chi la condivide, di voler dare, nelle sedi opportune, pubblico sostegno a questa nostra iniziativa.
Distinti saluti.
Il Presidente: Geom. Igino De Santis.


Redazione: Tivoli - Giugno 2008. N. 6

Lettera aperta a Sindaco, alla Giunta, ai consiglieri comunali e agli esponenti politici tiburtini.

OGGETTO: Rinnovo della politica.
Le crescenti difficoltà economiche dello Stato e delle famiglie impegnate a fronteggiare il costante e irrefrenabile incremento del costo della vita, hanno consigliato i politici, in campagna elettorale, a proclamare l'impegno di ridurre le spese politiche e gli sprechi del pubblico denaro.
Il Consiglio Comunale uscente, mostrando sensibilità su questi temi, ha approvato una mozione presentata dal consigliere Massimo Messale con la quale veniva assunto l'impegno di riportare da 10 a 6 il numero degli assessori comunali, conformemente a quanto previsto dalla versione originale dello Statuto comunale.
La neo eletta Amministrazione comunale non ne ha tenuto conto e ha invece nominato 10 assessori.
Facendoci portavoce di molti cittadini che auspicano il rinnovo della politica e Amministrazioni Pubbliche più virtuose in fatto di sprechi e di spesa politica, e maggiormente orientate ad anteporre gli interessi dei cittadini alle esigenze di assestamento degli equilibri di coalizione fondati sulla poco edificante pratica della spartizione delle poltrone, chiediamo ai partiti politici tiburtini e al Consiglio Comunale, di concordare sulla necessità di ridurre da subito, il numero degli assessori in carica al comune di Tivoli, riportando lo a 6 e procedendo contestualmente all'opportuno adeguamento dello Statuto comunale.
Tivoli, lì 26/05/2008 - Presidente: Geom. Igino De Santis

La nota inviataci è stata recapitata a tutti gli amministratori. Essa è tanto evidente che non richiede alcun commento!
La redazione

Consiglio Comunali in diretta televisiva.
Spett/Direttore,

discutendo con alcuni esponenti politici tiburtini e con diversi concittadini, abbiamo raccolto critiche e lamentele, da un lato sulla scarsa informativa data ai provvedimenti adottati dal comune e dall’altro sulla poca presenza del pubblico alle sedute del Consiglio Comunale, a causa anche del fatto che lo spazio della sala consiliare è piuttosto limitato.
Durante la recente campagna elettorale, tutti i candidati a Sindaco si sono impegnati nel voler favorire la partecipazione popolare e garantire la massima trasparenza dell’azione amministrativa.
Per sopperire almeno in parte a tali carenze, e per verificare l’attendibilità dei politici tiburtini nel mantenere le promesse, il nostro Movimento propone di consentire il ripristino delle riprese e delle trasmissioni televisive in diretta delle sedute del Consiglio Comunale. Ci siamo informati e sappiamo che il garante sulla privacy si è pronunciato favorevolmente, purché i presenti siano stati debitamente informati della presenza e dei commenti dei giornalisti, sulla esistenza delle telecamere e della diffusione delle immagini, e infine sia osservata particolare cautela per prevenire l’indebita divulgazione dei dati sensibili e sulle condizioni di salute.
Caro Direttore, le chiediamo di farci conoscere il parere Suo e dei lettori del suo giornale.
Il Presidente: Geom. Igino De Santis.

Tivoli, 12/06/2008
La redazione:
Il richiamo è del "Movimento Città per l'Uomo", per far sì che vengano effettuate riprese televisive come accadeva alcuni anni fa dei consigli comunali.
Il contenuto nella breve nota ci è stato sollecitato anche da latri cittadini. pensavamo da tempo di porre la domanda alla Civica Amministrazione di permettere e riattivare le riprese televisive (impossibile in diretta) dei consigli Comunali. Per quanto ci risulta tale proposta fu posta e deliberata dalla precedente Amministrazione. Non sappiamo qual e ragioni abnbiano ostacolato le riprese dell'emittente locale. Per cronaca rammentiamo quelle trasmissioni con commento e interviste curate con lodevole cura e attenzione da ier Giacomo Agnaletti, il quale - ci fa piacere sottolinearlo - curava anche una settimanale rassegna stampa con un commento molto attento. L'augurio è che il nuovo sindaco Giuseppe baisi tolga la polvere su quella delibera e si adoperi per ripristinare la belkla iniziativa.

I
Anno XIII - N. 259 - Edizione area tiburtina, nomentana e salaria - Venerdì, 19/09/2008
l Movimento Città per l'Uomo propone di trasmettere le sedute di consiglio comunale

Le liti del Palazzo in Tv
Il presidente De Santis punzecchia Baisi «Sarebbe un atto di trasparenza verso la comunità»

TIVOLI - Le sedute del consiglio comunale in diretta, è questa la pro-posta avanzata dal movimento «Città per l'Uomo» che ha sede a Tivoli, in via del Trevio. «Durante lo svolgimento del-l'ultima campagna elettorale abbiamo avuto modo di ascoltare critiche e lamentele da parte di molti cittadini in merito al fatto che le pubbliche am-ministrazioni non fanno abbastanza per consentire alla popolazione di seguire più da vicino e di partecipare in modo più attivo all'azione politico/ammini-strativa comunale - il pensiero del geo-metra Igino De Santis, presidente del-l'associazione - Tra i nostri obiettivi c'è proprio l'idea di rendere accessibile al cittadino la conoscenza dell'attività co-munale in tutti i suoi aspetti. Ci auspi-
chiamo un maggiore impegno da parte della politica tiburtina nel voler garantire migliore trasparenza. Il nostro Movimento chiede a codesta amministrazione di lanciare un segnale forte e chiaro al riguardo e propone la trasmissione, senza ulteriore spesa per il Comune, delle sedute del consiglio comunale. Ci siamo documentati e sappiamo che il ga-rante della privacy si è pronunciato favorevolmente, purché gli intervenuti siano informati della presenza delle telecamere, della diffusione delle immagini in diretta e dei commenti dei giornalisti e sia osservata particolare cautela per prevenire l'indebita divulgazione dei dati sensibili e della salute». L'associazione tiburtina continua ad inseguire gli ideali di sem-
pre: «Siamo un gruppo di amici che, ispirandosi ai valori universali della solidarietà cristiana e della giu-stizia sociale, si prefigge lo scopo di stimolare il dibattito civile e democratico sui temi fondamentali della società quali la famiglia, l'attività lavorativa e professio-nale, l'arte, la cultura, lo sport e la politica nell'ambito territoriale - come ricordato anche nella home page del sito - L'associazione assume iniziative di ca-rattere culturale e sociale in collaborazio-ne con altri gruppi presenti nell'espe-rienza laica locale, promuove processi di partecipazione e crescita democratica che pongono al centro di tutto la vita, la persona e i suoi diritti e la pacifica convivenza».
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