
Redazione:
Tivoli - Ottobre 2009 - N. 9
Studenti
contro il "caro libri"
di PASQUALE MESSALI
Anche
in alcuni istituti scolastici tiburtini è scoppiata la protesta
contro il “caro libri”. Condivido questa giustificatissima
presa di posizione degli studenti, ma mi sentirei di criticarla duramente
nel caso in cui fosse organizzata a scopo demagogico e di politica spicciola,
per screditare la Pubblica Amministrazione, o questo o quel politico,
senza alcuna intenzione di risolvere la questione, (come spesso capita).
Se non sbaglio, la riforma Gelmini prevede il contenimento del costo
dei libri con il blocco, per cinque anni, del prezzo di copertina.
Ma, dalle buone intenzioni occorre però passare ai fatti. E non
basta la sola volontà che discende dall’alto. Occorre la
buona predisposizione di tutti, a partire dal basso, a cominciare cioè
dai singoli istituiti scolastici locali, che autonomamente possono adottare
varie iniziative per contenere il costo dei libri e le spese pretestuose
o voluttuarie, generate dalla fervida fantasia di insegnanti e dirigenti
scolastici, poco sensibili alle difficoltà di chi è costretto
a vivere in ristrettezze economiche.
Credo possibile affrontare diverse questioni della Scuola, prendendo
iniziative locali, senza attendere passivamente che i problemi ce li
risolvano gli altri, come siamo abituare a fare.
Potrebbe essere utile organizzare apposite riunioni di studenti, genitori
e insegnanti per discutere il “costo scuola in generale”,
proponendo, per esempio, il ridimensionamento della pagine dei libri,
intrisi di nozionismo che non serve, lo scarto di quei testi che vengono
studiati solo in piccola parte, la riduzione del numero e della qualità
degli altri strumenti didattici a carico delle famiglie, privilegiando
i meno costosi, abolire “l’Edizione aggiornata”, con
la diffusione periodica di dispense elettroniche scaricabili gratuitamente
da internet, impedire agli insegnanti di scegliere i titoli dei testi
diversi gli uni dagli altri, per ostacolare il riciclaggio dei libri
usati, ecc. ecc.
Molto si potrebbe fare, impegnando gli operatori scolastici esperti
dei problemi della scuola, per suggerire soluzioni da adottare localmente,
finalizzate anche alla riduzione dei costi. Ma nessuno si muove, perché
ci piace tanto soggiacere passivamente a ogni tipo di speculazione economica
e politica con l’unica soddisfazione di poter dire che “la
colpa è solo ed esclusivamente degli altri”.

Redazione:
Tivoli - Luglio-Agosto 2009. N. 7
A
Tivoli esistono i partiti?
Nascerà il PDL?
di PASQUALE MESSALI
In occasione della nuova tornata elettorale, gli esponenti politici
tiburtini si sono subito scatenanti nel fare quello che gli riesce meglio:
chiedere il voto ai cittadini per i vari candidati di lista, per lo
più sconosciuti non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista
della serietà, della irreprensibilità e dell’impegno
politico. E la musica non cambia. Si continua a fare solo ed esclusivamente
attività elettorale, vivendo di luce riflessa, e tralasciando
totalmente quella politica, che invece dovrebbe essere alla base e senza
la quale il cittadino non può orientarsi.
Comunque, a sentir loro, non c’è da preoccupar-si: non
è necessario conoscere competenze, capacità e attitudini
dei candidati; si tratta di amici personali o di partito, quindi sono
garantiti.
Quando serve, si tira in ballo il partito. Ma a Tivoli esistono ancora
i partiti? E i consiglieri comunali si sentono vincolati ad essi e seguono
le loro direttive? Ne dubito. Prendiamo il caso del neo PDL. I consiglieri
comunali eletti nelle liste del Centro Destra, anch’essi impegnatissimi
nella campagna elettorale per il Parlamento Europeo, non mi sembra che
si stiano strappando le vesti per mettere su un partito, con una propria
sede e un organico funzionante. Si ha l’impressione che ciascuno
di loro preferisca andare per la sua strada, rifiutando qualsiasi tipo
di coordinamento e di direttiva, per fare invece solo il proprio comodo,
senza alcun vincolo con una linea politica democraticamente elaborata
da una struttura di partito. Ed è sconfortante.
Se gli esponenti politici del Centro-Destra tiburtino non riescono a
creare una coalizione coesa su una linea politica chiara e condivisibile,
e non sono neppure in grado di costituire e guidare un nuovo partito
politico, come è possibile sperare che possano essere capaci
di costituire e guidare una amministrazione comunale?
Stando così le cose, temo che il Centro-Destra tiburtino ispiri
scarsa fiducia, e i simpatizzanti farebbero bene a pensarci due volte
prima di ripetere l’errore di tornare a votare e riconfermare
gli attuali rappresentanti.
Pasquale Messali

Redazione:
Tivoli - Giugno 2008. N. 6
C'era
una volta la politica
di PASQUALE
MESSALI
Ritengo che la politica abbia subito nel tempo un costante e inarrestabile
peggioramento, e a Tivoli la situazione non è delle migliori.
I partiti hanno risentito del grave fenomeno della perdita dei valori,
dell' etica politica e delle regole deontologiche, con la tendenza a
non rispettare le leggi, o a volerle addomesticare per adattarle alle
esigenze di una ristretta cerchia di persone, che il più delle
volte non corrispondono ai bisogni primari della popolazione. In molti
dei partiti attuali non si pratica più il dialogo interno, la
cosiddetta democrazia nelle decisioni, non si cerca di stimolare la
partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti al dibattito per collaborare
insieme alla formazione di una linea politica da tutti condivisa, ma
ogni decisione piove dall’alto, ad opera di poche persone che
grazie al pacchetto azionario delle tessere, si comportano come fossero
i proprietari incontrastati del partito, sentendosi autorizzati a disporne
liberamente. Tutto si decide a porte chiuse e in separata sede.
Della politica di un tempo, che si risveglia solo in prossimità
di una tornata elettorale, è rimasta unicamente la rincorsa sfrenata
alla conquista della poltrona, per farne poi un uso personale prevalentemente
finalizzato a favoritismi e clientelismi in cambio di voti per la futura
rielezione, peraltro arrecando danni all'Ente Pubblico che si amministra.
Occorre il rinnovo della politica, non disdegnando il ritorno ai valori
più profondi di una volta, quando peraltro i contrasti interni
rimanevano nascosti nelle quattro mura, e all'esterno i rappresentanti
dei singoli partiti erano unitari, una voce unica e rispettosa delle
direttive di partito, non come accade adesso che si fronteggino e si
svergognano pubblicamente come fosse la cosa più naturale del
mondo, mettendo in piazza, senza alcun ritegno, tutte le loro miserie
dell’appartenenza all'una o all’altra fazione.

Redazione:
Tivoli - Aprile 2008. N. 4
La
lettera del mese
Terme di Roma
e festa dell'Inchinata
Spett. Direttore
Responsabile,
una delle considerazioni che suscita la petizione contro il nuovo
nome Terme di Roma, riguarda il concetto di "Democrazia".
Riteniamo che, in uno Stato democratico, le Pubbliche Amministrazioni,
siano tenute a rispondere con la dovuta sollecitudine, alle istanze
dei cittadini, e ancor più alle petizioni, e non a lasciarle
nel dimenticatoio, per non rischiare di essere accusati di mantenere
un comportamento di superiorità e di indifferenza verso il
doveroso rispetto delle regole democratiche.
Crediamo che i tiburtini abbiano il diritto di conoscere in quale
considerazione sia stata presa la loro petizione, così parimenti
la questione che riguarda la “riqualificazione" di Piazza
Trento che, (nonostante le osservazioni contrarie di cittadini ed
Enti), compromette il normale svolgimento della millenaria manifestazione
religiosa dell’'Inchinata e il regolare flusso di turisti che
visitano la Villa D'Este, come pure segnalato dalla stessa Sovrintendenza.
Presidente del Movimento Città per l'Uomo - Geom. Igino
De Santis
Rispende il direttore.
Il "Movimento Città per l'Uomo" avrà
avuto l'impressione, forse, di pensare che questo mensile abbia dimenticato
o abbandonato al suo destino tutto quello che ha fatto: petizione,
articoli, interrogazioni di consiglieri comunali ed altri per cancellare
quel Termine di Roma dalla pubblicità che l'Amministrazione
tiburtina ha permesso di sostituire. Molti politici che siedono a
Palazzo S. Bernardino sanno che è stata una iniziativa sbagliata,
o quantomeno improduttiva dell'amministrazione delle terme. Ci viene
il dubbio che i cittadini di Roma, che hanno sempre affollato le Terme
di Tivoli, non abbiano mai pensato di trovare migliori benefici per
la salute alle Terme di Roma!
I titolari del Palazzo tiburtino non hanno avuto il coraggio di accettare
i consigli, i suggerimenti di molti cittadini di impedire l'iniziativa.
Anche se oggi, sembra, si stia cercando di far cadere l'impegno frettolosamente
assunto.
Questo fatto fa pensare che l'Amministrazione comunale è azionista
di maggioranza ma chi comanda, nel bene, e nel caso in discussione
nel male, è il Socio di minoranza! Noi abbiamo fiducia che
scaduti gli accordi pubblicitari tornerà il nome originale
allo stabilimento tiburtino.
Altra dolente nota è la decisione di installare in Piazza Trento
una fontana? un monumento? o chissà cosa! La notizia ha provocato
reazioni contrarie per ovvie ragioni, scritte e dette tante volte.
Noi vorremmo sapere. curiosi come siamo, di chi è stata la
brillante idea. Quali motivazioni così serie, così importanti,
cosi categoriche esistono per installare una fontana? una statua o
altro in uno spazio ridotto come è Piazza Trento.
La 'piazzetta' è famosa per tante ragioni, tra queste quella
che vi insiste una facciata con incastonato un rosone di assoluto
valore storico-architettonico della Chiesa di Santa Croce in S. Francesco
e l'accesso ad un monumento importante come Villa d'Este visitato
e conosciuto da tantissime visitatori.
Un'altra considerazione è che si pensi che un monumento, di
una fontana o quant'altro, possa interessare i più! L'altra
ragione, non meno importante, è il fastidio che quella fontana
o quel monumento arreca e disturba l'Inchinata, momento religioso
tanto amato dai tiburtini e non.
Le più alte Autorità religiose, le Associazioni come
la Società Tiburtina di Storia ed Arte, Italia nostra, le Soprintendenze
hanno sconsigliato di installare tra tanta storia ed arte, un monumento
che molti si chiederanno il perché è lì.
Chissà quale recondita 'molla' spinge gli amministratori nella
forma decisione di non ascoltare i pareri di tanti, forse, quella
di arricchire il medagliere e di dire “anche questo
l'ho voluto io?” Chissà!
Redazione:
Tivoli - Marzo 2008. N. 3
Movimento
Città per l'Uomo:
Rinviata troppe volte una decisione
Spett. Direttore Responsabile,
abbiamo letto sul numero 10 di Novembre 2007, che “Il Cittadino”
ha depositato in comune, la petizione sottoscritta da circa 2000 tiburtini
contro l’utilizzo del nome “Terme di Roma” per indicare
le Terme Acque Albule di Tivoli.
Come tanti cittadini tiburtini, anche noi vorremmo conoscere l’esito
della petizione, se cioè l’Amministrazione Comunale di
Tivoli ha ritenuto di dover prendere in considerazione e discutere
questa lodevole iniziativa di carattere popolare, presa dal vostro
giornale, e soprattutto se ha dato una risposta, come di dovere.
Ringraziandola per la cortese disponibilità da sempre dimostrata
dal Vostro giornale alle istanze dei cittadini, la saluto cordialmente.
Il Presidente:
Geom. Igino De Santis.
La redazione:
Sulla domanda che il lettore cipone possiamo dire solo che la petizione
suggeritaci è stata firmata da circa 2000 cittadini che non
condividono la decisione del Consiglio comunale del 14 giugno 2007.
L'intento di far cambiare il nome da Terme di Roma all'originale Terme
di Tivoli è stata messa più volte all'o.d.g. ed è
stata sempre rinviata. Per far piacere ai lettori che hanno firmato
la petizione, riportiamo i dati di come si svolse quel consiglio comunale
e da noi pubblicato su Il cittadino del luglio 2007. Sarebbe il caso
- leggendo la nota - fare su quella decisione, qualche opportuna considerazione.
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Redazione:
Tivoli - Dicembre 2009 - N. 11
Togliere
il crocifisso: Democrazia o arbitrio?
di PASQUALE
MESSALI
Al
di là del fatto che l’amatissimo e irrinunciabile crocifisso
sia il simbolo delle radici cristiane italiane ed europee, e rappresenti
valori universalmente riconosciuti, e che, peraltro, non è per
niente carino ed educato, se non inaccettabile, il fatto che gli stranieri
ospiti nel nostro Paese possano considerare mortalmente offensive le nostre
tradizioni più profonde, (e non soltanto quelle religiose), per
pretenderne la rimozione, la pronuncia della Corte europea, per me raccapricciante,
che dichiara l’esposizione del crocifisso nelle scuole “violazione
dei diritti umani”, suscita anche un’altra riflessione in
merito al concetto di democrazia, libertà, autodeterminazione dei
popoli e autonomia dei singoli Stati, che l’Unione Europea non credo
voglia annullare. (Almeno, non nelle sue intenzioni iniziali.)
Mi chiedo che "democrazia" sia la nostra, se un organismo internazione
come la Corte di Strasburgo, composto di sette persone, (chiamate giudici),
originarie di Paesi in cui il tasso di cristianità è quasi
nullo, e le cui competenze risulterebbero poco definite, ma non credo
illimitate, possa permettersi di non tenere conto della volontà
della maggioranza dei cittadini italiani, del governo italiano democraticamente
eletto, della direzione della scuola interessata, della Corte Costituzionale,
del TAR e del Consiglio di Stato italiani, che si sono già espressi,
nei vari anni, contro la richiesta inoltrata da “cittadina italianizzata”
di origine straniera, di togliere il crocifisso dall’aula scolastica
frequentata nientemeno che dalla propria figlia.
Ho l’impressione che oggi, il concetto di Democrazia sia completamente
stravolto. Non è più inteso come espressione della volontà
popolare, e ciascuno crede di poterlo adattare alle proprie esigenze o
convenienze politiche personali o di parte. Non è più volontà
di molti, ma discrezionalità di pochi, e a volte di una sola persona,
(che sia giudice o altro), alla quale è attribuita, o si attribuisce
autonomamente, la facoltà di permettersi di dire l’ultima
parola su qualsiasi argomento della vita sociale, e su tutto.
Anche questa, forse, potrebbe essere una delle tante anomalie che occorrerebbe
correggere al più presto.
Redazione:
Tivoli - Settembre 2009 - N. 8
Trasparenza,
Democrazia e Libertà
Chiedetela agli altri,
non a noi.
di PASQUALE MESSALI
Nelle
campagne elettorali, tutti gli esponenti politici che si rivolgono agli
elettori per chiedere il voto, non mancano di sottolineare la grande importanza
che riveste la parola “Trasparenza dell’azione amministrativa”,
che si lega fortemente alle consorelle “Democrazia e Libertà”,
sostenendo che, se fosse garantita la facoltà dei cittadini di
conoscere davvero ciò che accade nel Palazzo e i provvedimenti
adottati, i pubblici amministratori sarebbero più prudenti e oculati,
più rispettosi delle leggi, e meno portati agli errori, alle parzialità,
alle prepotenze, alle clientele e favoritismi, alle ingiustizie, agli
sprechi e a fare danni.
Partendo dal concetto che, una volta eletti, ci si debba occupare dell’amministrazione
della cosa pubblica, e di questioni che interessano la collettività,
(quindi non private o personali), si sostiene che l’azione amministrativa
debba svolgersi alla luce del sole, senza sotterfugi, senza occultamenti,
senza segreti e senza nascondere alcuna decisione formalmente presa, con
il pieno coraggio delle proprie azioni.
Ma, come capita sovente, delle promesse di trasparenza, di democrazia,
di libertà e di partecipazione popolare, ci si dimentica in fretta.
Una volta formata la nuova Giunta, e il gruppo dell’opposizione,
capita di non sentirsi nel dovere civico di rispondere alle petizioni
e alle richieste dei cittadini, come quelle di ripristinare le riprese
televisive del Consiglio Comunale e di pubblicare sul sito Internet istituzionale,
tutte le deliberazioni della Giunta e le determinazioni dei dirigenti,
ordinate cronologicamente e suddivise per argomento, in modo da consentire
a chi volesse farlo, di ritrovarle e leggerle con facilità.
Ma si risponde: c’è l’Albo Pretorio, nel quale i suddetti
atti vengono regolarmente pubblicati (anche se è visibile solo
il frontespizio). Già, questa è la solita risposta dei furboni,
dei soloni della politica che credono di essere tanto superiori da potersi
permettere di prendere in giro i cittadini e di farli contenti e gabbati.
Nella realtà “Trasparenza, Democrazia e Libertà”,
sono principi nobili che si pretendono dagli altri, ma quando siamo noi
a doverli garantire e mettere in pratica, allora la loro interpretazione
cambia in modo davvero clamoroso… ma assolutamente ingiustificabile.
Redazione:
Tivoli - Maggio 2009. N. 5
Chi
ha voglia di votare per gli
europarlamentari italiani'?
di PASQUALE MESSALI
Come capita sempre in occasione di una nuova tornata elettorale, si assiste
alla contrapposizione di due contrastanti opinioni: da un lato i delusi
della politica, peraltro in costante incremento, che invitano a disertare
le urne, perché i politici non meritano, e dall' altra i partiti
e movimenti, tutti impegnati a convincere gli e[ettori a dimenticare per
qualche giorno criticne e giudizi negativi sul loro operato, spesso inconcludente
e poco benefico, che il voto è un diritto democratico irrinunciabile
e un dovere civico dei cittadini, e che occorre dare il consenso elettorale
ai propri candidati, i migliori che si possano immaginare, i soli onesti
e virtuosi, pieni di valori e pronti a sacrificarsi per il bene della
collettività, gli unici in grado di affrontare i problemi che nessuno
è capace di risolvere.
Per la imminente elezione dei candidati italiani al Parlamento Europeo,
gioverebbe ricordare l'aspra critica apparsa su molti giornali, da parte
di chi affermava che gli italiani sono i parlamentari europei meglio pagati
e i più assenteisti. Tanto è vero che, nel dibattito richiesto
proprio dall'Italia, per l'estradizione di un noto pregiudicato rifugiatosi
in Brasile, erano presenti in aula soltanto 8 europarlamentari italiani
su 78.
C'è da chiedersi se si possa avere ancora voglia di andarli a votare.
Purtroppo, in numerosissime occasioni, i nostri politici hanno dimostrato
di essere interessati molto di più ad appartenere alla Casta aristocratica
dei privilegiati e a farsi assegnare una poltrona prestigiosa, piuttosto
che a mantenere fede agli impegni e ai doveri che essa comporta. Sanno
di ispirare sempre meno fiducia, ma non hanno voglia di impegnarsi più
di tanto per guadagnarsela con i meriti.
Temo che a lasciarsi coinvolgere, con l'espressione del proprio voto,
in un sistema che propone rappresentanti politici meno credibili e poco
ispirati alla dignità personale, al senso del dovere e al mantenere
fede alla parola data, sia cosa poco confortante e abbastanza dannosa
per tutti.
Movimento
Città per l’Uomo
Tivoli, via del Trevio 42 – Tel. 0774/334324.
E-mail: movcitu@hotmail.it - Sito: www.mcpu.it
Tivoli,
11 settembre 2008
OGGETTO: Sedute del Consiglio
Comunale in diretta televisiva.
Durante
lo svolgimento dell’ultima campagna elettorale, abbiamo avuto modo
di ascoltare critiche e lamentele da parte di molti cittadini in merito
al fatto che le Pubbliche Amministrazioni non fanno abbastanza per consentire
alla popolazione di seguire più da vicino e di partecipare in modo
più attivo all’azione politico-amministrativa comunale.
Tra i nostri obiettivi, ai primi posti c’è proprio l’idea
di rendere accessibile al cittadino la conoscenza dell’attività
comunale in tutti i suoi aspetti.
Noi riteniamo, e auspichiamo, un maggiore impegno da parte della politica
tiburtina, nel voler garantire migliore trasparenza, partecipazione dei
cittadini, informativa e controllo dell’azione amministrativa.
Per sopperire almeno in parte a tali carenze, il nostro Movimento
CHIEDE
a codesta
Amministrazione, di lanciare un segnale forte e chiaro al riguardo,
PROPONE
di
consentire alle televisioni locali, che volessero farlo gratuitamente,
senza cioè determinare alcun aggravio di spesa per il Comune, di
riprendere e trasmettere in diretta le sedute del Consiglio Comunale.
Ci siamo documentati e sappiamo che il garante sulla privacy si è
pronunciato favorevolmente, purché gli intervenuti siano informati
della presenza delle telecamere, della diffusione delle immagini in diretta
e dei commenti dei giornalisti, e infine sia osservata particolare cautela
per prevenire l’indebita divulgazione dei dati sensibili e sulla
salute.
Copia della presente proposta viene trasmessa ai consiglieri comunali
e ai partiti politici tiburtini, con richiesta, per chi la condivide,
di voler dare, nelle sedi opportune, pubblico sostegno a questa nostra
iniziativa.
Distinti saluti.
Il Presidente: Geom. Igino De Santis.

Redazione: Tivoli - Giugno 2008.
N. 6
Lettera
aperta a Sindaco, alla Giunta, ai consiglieri comunali e agli esponenti
politici tiburtini.
OGGETTO:
Rinnovo della politica.
Le crescenti difficoltà economiche dello Stato e delle famiglie
impegnate a fronteggiare il costante e irrefrenabile incremento del costo
della vita, hanno consigliato i politici, in campagna elettorale, a proclamare
l'impegno di ridurre le spese politiche e gli sprechi del pubblico denaro.
Il Consiglio Comunale uscente, mostrando sensibilità su questi
temi, ha approvato una mozione presentata dal consigliere Massimo Messale
con la quale veniva assunto l'impegno di riportare da 10 a 6 il numero
degli assessori comunali, conformemente a quanto previsto dalla versione
originale dello Statuto comunale.
La neo eletta Amministrazione comunale non ne ha tenuto conto e ha invece
nominato 10 assessori.
Facendoci portavoce di molti cittadini che auspicano il rinnovo della
politica e Amministrazioni Pubbliche più virtuose in fatto di sprechi
e di spesa politica, e maggiormente orientate ad anteporre gli interessi
dei cittadini alle esigenze di assestamento degli equilibri di coalizione
fondati sulla poco edificante pratica della spartizione delle poltrone,
chiediamo ai partiti politici tiburtini e al Consiglio Comunale, di concordare
sulla necessità di ridurre da subito, il numero degli assessori
in carica al comune di Tivoli, riportando lo a 6 e procedendo contestualmente
all'opportuno adeguamento dello Statuto comunale.
Tivoli, lì 26/05/2008 - Presidente: Geom. Igino De
Santis
La nota inviataci
è stata recapitata a tutti gli amministratori. Essa è tanto
evidente che non richiede alcun commento!
La
redazione
Consiglio
Comunali in diretta televisiva.
Spett/Direttore,
discutendo con alcuni esponenti politici tiburtini e con diversi concittadini,
abbiamo raccolto critiche e lamentele, da un lato sulla scarsa informativa
data ai provvedimenti adottati dal comune e dall’altro sulla poca
presenza del pubblico alle sedute del Consiglio Comunale, a causa anche
del fatto che lo spazio della sala consiliare è piuttosto limitato.
Durante la recente campagna elettorale, tutti i candidati a Sindaco si
sono impegnati nel voler favorire la partecipazione popolare e garantire
la massima trasparenza dell’azione amministrativa.
Per sopperire almeno in parte a tali carenze, e per verificare l’attendibilità
dei politici tiburtini nel mantenere le promesse, il nostro Movimento
propone di consentire il ripristino delle riprese e delle trasmissioni
televisive in diretta delle sedute del Consiglio Comunale. Ci siamo informati
e sappiamo che il garante sulla privacy si è pronunciato favorevolmente,
purché i presenti siano stati debitamente informati della presenza
e dei commenti dei giornalisti, sulla esistenza delle telecamere e della
diffusione delle immagini, e infine sia osservata particolare cautela
per prevenire l’indebita divulgazione dei dati sensibili e sulle
condizioni di salute.
Caro Direttore, le chiediamo di farci conoscere il parere Suo e dei lettori
del suo giornale.
Il Presidente: Geom. Igino De Santis.
Tivoli, 12/06/2008
La redazione:
Il richiamo è
del "Movimento Città per l'Uomo", per far sì che
vengano effettuate riprese televisive come accadeva alcuni anni fa dei
consigli comunali.
Il contenuto nella breve nota ci è stato sollecitato anche da latri
cittadini. pensavamo da tempo di porre la domanda alla Civica Amministrazione
di permettere e riattivare le riprese televisive (impossibile in diretta)
dei consigli Comunali. Per quanto ci risulta tale proposta fu posta e
deliberata dalla precedente Amministrazione. Non sappiamo qual e ragioni
abnbiano ostacolato le riprese dell'emittente locale. Per cronaca rammentiamo
quelle trasmissioni con commento e interviste curate con lodevole cura
e attenzione da ier Giacomo Agnaletti, il quale - ci fa piacere sottolinearlo
- curava anche una settimanale rassegna stampa con un commento molto attento.
L'augurio è che il nuovo sindaco Giuseppe baisi tolga la polvere
su quella delibera e si adoperi per ripristinare la belkla iniziativa. |