Riconciliazione
per
un buon governo
di Federico Torella
Il nostro Paese sta vivendo un periodo di crisi sociale, politica
e istituzionale. Ritengo che questa Italia non necessiti tanto di
polemiche, ma di un'etica e di una riconciliazione sociale che porti
all'apertura di un dialogo e di un confronto serio e responsabile
su idee e progetti tra i due maggiori schieramenti politici.
Solo la collaborazione tra queste due realtà potrà far
nascere ovunque un buon governo per il bene comune.
Finirà il tempo delle crisi, quando si ristabilirà la
correlazione e il rispetto tra gli Organi dello Stato nell'imprescindibile
divisione dei poteri, necessaria ad assicurare la democrazia.
Ed è pur vero che la pacificazione tra gli schiera-menti politici
si realizzerà soltanto quando tutti riconosceranno il rispetto
della dignità umana, la voglia di serenità e verità
che ci tiene legati ai valori espressi dalla nostra Costituzione,
fonte essenziale delle regole di uno Stato di diritto e garanzia di
libertà per ciascuno; proprio quella carta che abbiamo conosciuto
fin da fanciulli e che spesso ci ha emozionato e aperto il cuore.
Quale
Costituzione?
di Igino De Santis
In questi ultimi tempi si è parlato molto di cambiare la Costituzione
della Repubblica Italiana da parte dell’attuale maggioranza governativa
Va ricordato che tale maggioranza, se ciò facesse, modificandola
in parte o sostanzialmente, si arrogherebbe una facoltà che solo
una Assemblea Costituente, espressamente eletta per questo compito,
potrebbe assolvere in rappresentanza di tutto il popolo italiano.
Qualora avvenisse a colpi di maggioranza sarebbe un arbitrio. Rileggendo
oggi le ampie discussioni e interventi dei padri costituenti sul tema
degli strumenti di autodifesa e controllo dell’attuazione legislativa
– vedi Capo dello Stato, Corte Costituzionale – si rileva
quanta attenzione, preparazione e serietà ci fosse in quella
Assemblea Costituente della nostra democrazia.
Tra i padri costituenti, per noi tiburtini, spicca il nome di un nostro
concittadino illustre, Igino Giordani, politico, storico, scrittore,
apologeta, forse il maggiore scrittore cattolico del novecento.
Insieme a Lazzati, Dossetti, La Pira, Fanfani, egli contribuì,
con l’impegno che sempre lo contraddistinse, ad apportare alla
Carta Costituzionale, quei diritti civili, politici e sociali, che fanno
della nostra Costituzione un principio di vita democratica, di garanzia
di libertà e di equilibrio dei poteri istituzionali.
Bene ha fatto l’Amministrazione comunale tiburtina a intitolare
l’arco recentemente inaugurato in Piazza Garibaldi, ai padri Costituenti;
peccato che il primo cittadino non abbia citato, nel suo intervento,
che tra i costituenti c’era anche il nostro concittadino Igino
Giordani. A tal proposito è bene ricordare il pensiero di Piero
Calamdrei su chi è stata fatta e come è nata la nostra
Costituzione: .
“Se voi volete andare in pellegrinaggio sul luogo dove è
nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.”
“Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà
e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché
lì è nata la nostra Costituzione.”
Parole che devono rimanere indelebili nella mente e nel cuore di tutti
quegli uomini che vogliono libertà, dignità e democrazia
nel nostro Paese.
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Un valore per tutta l'umanita'
di Federico Torella
La Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia per aver
consentito l’esposizione del crocefisso nelle scuole.
Ritengo che la questione vada oltre quel Crocefisso; qui non si tratta
di difendere come crociati le radici cristiane dell’occidente,
o di strumentalizzare in maniera politica la disposizione della Corte.
Ed è pure inutile dare la colpa di tutto ciò alle altre
religioni che in questa occasione non c’entrano nulla.
Si tratta di un fenomeno che si presenta impropriamente nel segno della
laicità, ma che di fatto è anche sintomo latente di ateismo,
e perché no, di contestazione verso la Chiesa che si vorrebbe
estranea e muta verso le questioni sociali e la deriva dell’etica.
Ancora può essere l’indifferenza verso la redenzione cristiana
e di un Dio sacrificatosi per amore delle sue creature.
Ho discusso in questi giorni con una mia collega docente, su questo
fatto. Sorprendentemente la stessa non mi ha dato altra risposta, premettendo
di essere per di più cattolica praticante, se non quella che
è importante salva-guardare la laicità dello Stato e della
Scuola.
Non basta! Chi dice di essere cristiano ed anche chi non lo è,
se pur questi crede nell’uomo, deve cercare di accettare quel
segno che da secoli fa parte della nostra storia e delle radici cristiane
dell’Europa.
Un Crocefisso che è anche testimonianza per il genere umano,
di sofferenza, di amore, di pace, di riscatto, di riconciliazione e
perdono.
Una
sede per le attività
politiche e culturali
di Pasquale Messali
Nel
corso dei nostri dibattiti abbiamo più volte sottolineato l’esigenza
di promuovere una maggiore partecipazione del cittadino alla vita politica
della città, per non lasciarla gestire totalmente da una ristretta
cerchia di persone, con il rischio che si occupino più delle
esigenze particolari piuttosto che di quelle della cittadinanza.
Un tempo, sia pure in modo limitato, un certo grado di partecipazione
veniva assicurata dai partiti politici, i quali possedevano una sede
per esercitare la propria attività, organizzando le campagne
elettorali, il tesseramento, le assemblee degli iscritti, il rinnovo
degli organismi dirigenti e le loro riunioni. Oggi, invece, quasi tutti
i partiti locali non hanno più una sede fissa, forse perché
non sono in grado di affrontare le spese per il fitto, il telefono,
la luce elettrica, ecc. ecc.. Le medesime difficoltà si verificano
per le associazioni, i comitati, i gruppi di cittadini e simili, ai
quali è quindi preclusa la possibilità di esercitare la
propria attività statutaria, con la conseguenza che l’interessamento
popolare alla vita della città decresce anziché aumentare,
con grave pregiudizio per la democrazia partecipata.
Noi, quindi, riteniamo che l’Amministrazione co-munale debba mostrare
maggiore sensibilità per questo problema e adoperarsi con efficienza
per favorire quanto più possibile l’associazionismo cittadino,
non solo politico, ma anche artistico, sportivo, culturale, musicale,
teatrale ecc. ecc.
Per cominciare, il nostro Movimento intende sollecitare l’Amministrazione
comunale a mettere a disposizione dei partiti e delle associazioni che
ne facessero richiesta con adeguato anticipo, dei locali comuni opportunamente
attrezzati, da utilizzare gratuitamente per uno o più giorni,
per consentire riunioni degli organismi direttivi, anche con una certa
frequenza, assemblee e attività varia, con l’onere però
categorico, di restituirli puliti e di risarcire eventuali danni.
Stiamo preparando una richiesta formale da inviare al Comune di Tivoli,
con la speranza che venga sostenuta dai cittadini e registri un favorevole
accoglimento.
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Riprese
televisive del Consiglio Comunale
di Pasquale Messali
Leggiamo su “Il Cittadino” di ottobre 09 che un grup-po
di soli 6 consiglieri comunali del PDL ha da tempo ri-chiesto il ripristino
delle riprese televisive del Consiglio Comunale, per consentire ai cittadini
di assistere alle sedute in TV.
Anche il nostro Movimento ha recentemente inoltrato analoga richiesta
all’attuale Amministrazione comunale, la quale non ha però
ancora svelato la propria posizione al riguardo, ritenendo di poterci
ignorare del tutto.
Manifestiamo pubblicamente il nostro pieno sostegno a tale buona iniziativa,
ma non possiamo fare a meno di rilevare, in senso critico, il silenzio
assordante non solo di alcuni consiglieri del Centro Destra, e dell’attuale
Amministrazione comunale, ma anche di quei partitini che, quando non
siedono nei banchi della maggioranza di governo, hanno l’abitudine
di scendere in piazza per proclamare la democrazia, la libertà,
la trasparenza e la partecipazione popolare, ma solo quando tocca agli
altri di dover garantire tali principi.
Teniamo a evidenziare, però, la necessità che le riprese
avvengano a titolo gratuito, anche da parte di privati cit-tadini, purché
annunciate con adeguato anticipo, non solo per non aggravare il Comune
di ulteriori spese, ma so-prattutto per non consentire la lottizzazione
politica del servizio, a evitare che si svolga nell’interesse
di una parte politica a scapito dell’altra, con inquadrature e
interviste finalizzate a mettere in rilievo alcuni argomenti o specifici
interventi, oscurando tutti gli altri.
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