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Pagina informativa Interna
Novembre 2009

Riconciliazione per
un buon governo

di Federico Torella

Il nostro Paese sta vivendo un periodo di crisi sociale, politica e istituzionale. Ritengo che questa Italia non necessiti tanto di polemiche, ma di un'etica e di una riconciliazione sociale che porti all'apertura di un dialogo e di un confronto serio e responsabile su idee e progetti tra i due maggiori schieramenti politici.
Solo la collaborazione tra queste due realtà potrà far nascere ovunque un buon governo per il bene comune.
Finirà il tempo delle crisi, quando si ristabilirà la correlazione e il rispetto tra gli Organi dello Stato nell'imprescindibile divisione dei poteri, necessaria ad assicurare la democrazia.
Ed è pur vero che la pacificazione tra gli schiera-menti politici si realizzerà soltanto quando tutti riconosceranno il rispetto della dignità umana, la voglia di serenità e verità che ci tiene legati ai valori espressi dalla nostra Costituzione, fonte essenziale delle regole di uno Stato di diritto e garanzia di libertà per ciascuno; proprio quella carta che abbiamo conosciuto fin da fanciulli e che spesso ci ha emozionato e aperto il cuore.

 

Quale Costituzione?
di Igino De Santis

In questi ultimi tempi si è parlato molto di cambiare la Costituzione della Repubblica Italiana da parte dell’attuale maggioranza governativa
Va ricordato che tale maggioranza, se ciò facesse, modificandola in parte o sostanzialmente, si arrogherebbe una facoltà che solo una Assemblea Costituente, espressamente eletta per questo compito, potrebbe assolvere in rappresentanza di tutto il popolo italiano.
Qualora avvenisse a colpi di maggioranza sarebbe un arbitrio. Rileggendo oggi le ampie discussioni e interventi dei padri costituenti sul tema degli strumenti di autodifesa e controllo dell’attuazione legislativa – vedi Capo dello Stato, Corte Costituzionale – si rileva quanta attenzione, preparazione e serietà ci fosse in quella Assemblea Costituente della nostra democrazia.
Tra i padri costituenti, per noi tiburtini, spicca il nome di un nostro concittadino illustre, Igino Giordani, politico, storico, scrittore, apologeta, forse il maggiore scrittore cattolico del novecento.
Insieme a Lazzati, Dossetti, La Pira, Fanfani, egli contribuì, con l’impegno che sempre lo contraddistinse, ad apportare alla Carta Costituzionale, quei diritti civili, politici e sociali, che fanno della nostra Costituzione un principio di vita democratica, di garanzia di libertà e di equilibrio dei poteri istituzionali.
Bene ha fatto l’Amministrazione comunale tiburtina a intitolare l’arco recentemente inaugurato in Piazza Garibaldi, ai padri Costituenti; peccato che il primo cittadino non abbia citato, nel suo intervento, che tra i costituenti c’era anche il nostro concittadino Igino Giordani. A tal proposito è bene ricordare il pensiero di Piero Calamdrei su chi è stata fatta e come è nata la nostra Costituzione: .
“Se voi volete andare in pellegrinaggio sul luogo dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.”
“Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
Parole che devono rimanere indelebili nella mente e nel cuore di tutti quegli uomini che vogliono libertà, dignità e democrazia nel nostro Paese.

Un valore per tutta l'umanita'
di Federico Torella

La Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia per aver consentito l’esposizione del crocefisso nelle scuole.
Ritengo che la questione vada oltre quel Crocefisso; qui non si tratta di difendere come crociati le radici cristiane dell’occidente, o di strumentalizzare in maniera politica la disposizione della Corte. Ed è pure inutile dare la colpa di tutto ciò alle altre religioni che in questa occasione non c’entrano nulla.
Si tratta di un fenomeno che si presenta impropriamente nel segno della laicità, ma che di fatto è anche sintomo latente di ateismo, e perché no, di contestazione verso la Chiesa che si vorrebbe estranea e muta verso le questioni sociali e la deriva dell’etica.
Ancora può essere l’indifferenza verso la redenzione cristiana e di un Dio sacrificatosi per amore delle sue creature.
Ho discusso in questi giorni con una mia collega docente, su questo fatto. Sorprendentemente la stessa non mi ha dato altra risposta, premettendo di essere per di più cattolica praticante, se non quella che è importante salva-guardare la laicità dello Stato e della Scuola.
Non basta! Chi dice di essere cristiano ed anche chi non lo è, se pur questi crede nell’uomo, deve cercare di accettare quel segno che da secoli fa parte della nostra storia e delle radici cristiane dell’Europa.
Un Crocefisso che è anche testimonianza per il genere umano, di sofferenza, di amore, di pace, di riscatto, di riconciliazione e perdono.

Una sede per le attività
politiche e culturali

di Pasquale Messali

Nel corso dei nostri dibattiti abbiamo più volte sottolineato l’esigenza di promuovere una maggiore partecipazione del cittadino alla vita politica della città, per non lasciarla gestire totalmente da una ristretta cerchia di persone, con il rischio che si occupino più delle esigenze particolari piuttosto che di quelle della cittadinanza.
Un tempo, sia pure in modo limitato, un certo grado di partecipazione veniva assicurata dai partiti politici, i quali possedevano una sede per esercitare la propria attività, organizzando le campagne elettorali, il tesseramento, le assemblee degli iscritti, il rinnovo degli organismi dirigenti e le loro riunioni. Oggi, invece, quasi tutti i partiti locali non hanno più una sede fissa, forse perché non sono in grado di affrontare le spese per il fitto, il telefono, la luce elettrica, ecc. ecc.. Le medesime difficoltà si verificano per le associazioni, i comitati, i gruppi di cittadini e simili, ai quali è quindi preclusa la possibilità di esercitare la propria attività statutaria, con la conseguenza che l’interessamento popolare alla vita della città decresce anziché aumentare, con grave pregiudizio per la democrazia partecipata.
Noi, quindi, riteniamo che l’Amministrazione co-munale debba mostrare maggiore sensibilità per questo problema e adoperarsi con efficienza per favorire quanto più possibile l’associazionismo cittadino, non solo politico, ma anche artistico, sportivo, culturale, musicale, teatrale ecc. ecc.
Per cominciare, il nostro Movimento intende sollecitare l’Amministrazione comunale a mettere a disposizione dei partiti e delle associazioni che ne facessero richiesta con adeguato anticipo, dei locali comuni opportunamente attrezzati, da utilizzare gratuitamente per uno o più giorni, per consentire riunioni degli organismi direttivi, anche con una certa frequenza, assemblee e attività varia, con l’onere però categorico, di restituirli puliti e di risarcire eventuali danni.
Stiamo preparando una richiesta formale da inviare al Comune di Tivoli, con la speranza che venga sostenuta dai cittadini e registri un favorevole accoglimento.

Riprese televisive del Consiglio Comunale
di Pasquale Messali

Leggiamo su “Il Cittadino” di ottobre 09 che un grup-po di soli 6 consiglieri comunali del PDL ha da tempo ri-chiesto il ripristino delle riprese televisive del Consiglio Comunale, per consentire ai cittadini di assistere alle sedute in TV.
Anche il nostro Movimento ha recentemente inoltrato analoga richiesta all’attuale Amministrazione comunale, la quale non ha però ancora svelato la propria posizione al riguardo, ritenendo di poterci ignorare del tutto.
Manifestiamo pubblicamente il nostro pieno sostegno a tale buona iniziativa, ma non possiamo fare a meno di rilevare, in senso critico, il silenzio assordante non solo di alcuni consiglieri del Centro Destra, e dell’attuale Amministrazione comunale, ma anche di quei partitini che, quando non siedono nei banchi della maggioranza di governo, hanno l’abitudine di scendere in piazza per proclamare la democrazia, la libertà, la trasparenza e la partecipazione popolare, ma solo quando tocca agli altri di dover garantire tali principi.
Teniamo a evidenziare, però, la necessità che le riprese avvengano a titolo gratuito, anche da parte di privati cit-tadini, purché annunciate con adeguato anticipo, non solo per non aggravare il Comune di ulteriori spese, ma so-prattutto per non consentire la lottizzazione politica del servizio, a evitare che si svolga nell’interesse di una parte politica a scapito dell’altra, con inquadrature e interviste finalizzate a mettere in rilievo alcuni argomenti o specifici interventi, oscurando tutti gli altri.

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