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Forum
- La scuola - Ripristino di vecchie e buone regole.
Il disegno di legge proposto dal ministro Mariastella Gelmini prevede:
Abbassamento dell’obbligo scolastico da 16 a 14 anni, Ripristino
degli esami di riparazione a settembre, voto di condotta determinante
per la promozione, inasprimento delle sanzioni anti-bulli, introduzione
di una nuova materia per l’Educazione Civica, i dirigenti scolastici
avranno la facoltà di introdurre l’obbligo della divisa,
e infine la carta “Io studio” per ottenere sconti su trasporti,
musei e libri gli studenti.
Scrivete al seguente indirizzo: movcitu@hotmail.it
Commenti:
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Non
si deve proibire gli studi a chi ha voglia e volontà di studiare.
L’innalzamento dell’obbligo scolastico fino a 16 anni, con
l’intento di elevarlo ulteriormente a 18, ha causato un calo nella
qualità dell’insegnamento. Non bisogna obbligare chi non
vuole studiare ad andare a scuola oltre i 14 anni, perché sarebbe
una forzatura senza risultati positivi, specie quando vige l’idea
di non bocciare nessuno e fare in modo che gli studenti siano tutti
uguali. L’elevazione dell’obbligo scolastico produce da
parte di chi non è portato o non ha voglia di studiare, un incremento
dei teppisti, del bullismo e rende invivibile la scuola per i più
diligenti. Antoine (1)
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Checché
ne dica la Sinistra, e gli ex sessantottini dominanti e intoccabili
nella suola, ritengo sia opportuno premiare soltanto chi merita, chi
è portato per lo studio, e devono essere bocciati senza esitazione
i somaroni, e anche allontanare e adibire ad altre mansioni gli insegnanti
non preparati, anche dal punto di vista dell’educazione e del
civismo, perché la loro presenza è particolarmente dannosa.
La scuola non è e non deve essere per tutti, ma solo per chi
è portato per lo studio e si impegna, e non c’è
nulla di scandaloso se una parte della popolazione futura abbandona
il proseguimento degli studi per dedicarsi utilmente ai lavori manuali,
a cominciare da quelli per la coltivazione delle campagne abbandonate,
all’artigianato, all’industria, all’informatica e
alle arti in generale. La chiusura delle “botteghe artistiche
private” di un tempo, è stata una vera iattura, un danno
irreparabile per la cultura e per la società in generale. Per
cui ritengo che sia utile abbassare l’età dell’obbligo
scolastico e non promuovere chi non studia. Pasmes.
(2)
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Non
ho mai condiviso l’innalzamento dell’obbligo scolastico
a 16 anni, che ritengo sia opera della grande voglia demagogia della
Sinistra. Chi non ha voglia di studiare, o non è portato per
lo studia, è bene che vada a lavorare. Restituiamo il giusto
valore al Diploma e alla Laurea, ora trasformatisi in inutili pezzi
di carta. Giovanna (1)
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A
scuola si deve andare solo se si ha voglia di studiare, e non per obbligo
di Stato. Quest’ultimo non può accollarsi l’enorme
spesa che affronta per lo studio, per poi sfornare diplomati e laureati
ignoranti, che non conoscono neppure i più elementari canoni
del vivere civile, nel rispetto del prossimo, delle istituzioni e dei
beni comuni. Francesco di Tivoli. (1)
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L’esistenza
dei “somaroni” nelle scuole dipende anche dalla scarsa preparazione
di certi professori e dalla mancanza di rispetto delle autorità
scolastiche, causata anche di alcuni genitori ai quali non dovrebbe
essere consentito di mettere bocca e di intervenire direttamente nelle
scuole, a difesa del figlio che non studia o non si comporta con educazione
e con rispetto. Occorre quindi premiare solo chi merita, e non solo
nelle scuole, ma anche nel lavoro e in generale nella vita. E non confondiamo
questo principio con la solidarietà per i più deboli.
Benedetta. (1)
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Nel
settembre del 2007 ho avuto modo di esprimere il mio apprezzamento sulla
presa di posizione dell’allora ministro Fioroni, il quale intendeva
ripristinare il rigore e il rispetto delle regole e dell’autorità
scolastica, non solo da parte degli studenti e degli insegnanti, ma
anche e soprattutto da parte dei genitori, che si intromettono in difesa
dei propri figli quando sbagliano, per giustificare, e quindi consentire
atti di maleducazione, di ribellione, di vandalismo e di bullismo, o
per pretendere bei voti e la promozione per chi non merita o non abbia
voglia di studiare. Anche lui auspicava il ripristino del voto di condotta,
della bocciatura per chi non studia e della giusta punizione per chi
si comporta in modo incivile nella scuola.
Pasmes. (3)
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