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Forum - Decreto Brunetta - Fannulloni e assenteisti.
Il Decreto Brunetta ha provocato una miriade di commenti positivi e negativi, nel Pubblico Impiego e nel mondo politico e sindacale. Tu, cosa ne pensi?
Apposita circolare del dipartimento Funzione Pubblica (17/07/2008, n. 7) chiarisce alcuni aspetti del Decreto Brunetta, (n. 112 del 25/06/2008), con riferimento al regime delle assenze per malattia nel Pubblico Impiego:
E’ prevista una decurtazione dello stipendio (mediante il pagamento del solo stipendio tabellere, con esclusione di tutte le altre indennità) per i primi dieci giorni di ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, l’obbligo di richiedere la visita fiscale anche per le malattie di un solo giorno e il rilascio della certificazione da parte di medico appartenente alla struttura sanitaria nazionale o convenzionata.
Scrivete al seguente indirizzo: movcitu@hotmail.it
Commenti:

Sembra che questo governo abbia deciso di mettere fine alle chiacchiere e di passare finalmente ai fatti. Il decreto del ministro Renato Brunetta ha già determinato un calo del 30% delle malattie fasulle nel Pubblico Impiego, anche se questo ai Sindacati e ai partiti di Sinistra non piace. Con la minaccia di controlli e penali, la pacchia degli statali rischia di finire. Sui giornali si cominciano a pubblicare i nomi delle Regioni, Province e Comuni nei quali l’assenteismo per malattia era più elevato o addirittura esagerato. Grazie a Brunetta e al coraggio del governo che non teme il solito fiume di critiche demagogiche, qualcosa comincia a cambiare in meglio. Edoardo (1)

Bene la lotta ai fannulloni, ma occorre insistere anche sul taglio della spesa politica con l’abolizione dei tantissimi e costosissimi enti inutili, o le cui scarse competenze possano essere attribuite e svolte da Comuni e Regioni. Andrea (1)

Negli Enti Pubblici del Sud ci sono molti più dipendenti, livello di produttività più basso e assenteismo maggiore di quelli del Nord. Nelle Regioni a Statuti Speciali, ai difetti dell’assenteismo e degli organici gonfiati, si aggiunge la spesa per stipendi e indennità più alti. Bisognerebbe mettere mano sul livellamento e sulla omogeneità dei costi e degli indici di produttività. Antoine (2)
Il ministro Brunetta anziché premiare i migliori e penalizzare chi non merita o lavora poco, ha preferito sparare a zero sul mucchio e penalizzare tutta la categoria. Si vanta del calo delle assenze per malattia, ma non si cura dei costi della politica che continuano a crescere. Questo governo sta adottando un sistema fallimentare che riduce i finanziamenti pubblici aumentando privilegi e disuguaglianze, e non toccano i privilegi della Casta. Giorgio (1)
A me non sembra che il governo colpisca la sola categoria del Pubblico Impiego, ma tenta di combattere i fannulloni, coloro che si allontanano dal lavoro o si assentano perché non hanno voglia di lavorare e non si curano del danno che fanno agli altri. I lavoratori che fanno il proprio dovere non hanno nulla da preoccuparsi, anzi, di sicuro provano soddisfazione per il fatto di colpire finalmente chi non merita, si approfitta e porta la società alla rovina. Federica di Roma (1)
Ho sentito dire che i dipendenti del Senato dovranno andare in pensione a 60 anni e non più a 53 anni come avviene adesso. E dovranno subire una decurtazione dello stipendio per i primi 3 giorni di malattia. E lo Stato potrà così risparmiare 4 milioni di Euro l’anno. E’ questo un chiaro segnale del Governo di voler fare in qualche modo più gli interessi del Paese e ridurre le sacche di sperpero del pubblico denaro. Annibale (1)
Per il momento, la cura Brunetta ha doto solo il modesto risultato di ridurre un pochino l’assenteismo con il certificato medico, facendolo però pagare anche a chi si ammala davvero. E nient’altro, perché nel Pubblico Impiego, sussistono una infinità di altre occasioni per non andare a lavorare e ottenere lo stipendio e i premi di produttività. Penso anche, come esempio, alle gentili dipendenti che appena si accorgono di essere in stato di gravidanza “si mettono …. sotto ispettorato”, (e l’Ispettorato subito le accontenta), e poi circolano tranquillamente per le strade a fare il comodo proprio (raddoppiando così le già eccessive occasioni di assentarsi per maternità).
Per combattere il fannullismo, bisogna cominciare dal dirigente, che non vede (chi bivacca, chi tratta male l’utente, chi esce e chi firma il cartellino del collega), non sente e non adotta provvedimenti disciplinari come di dovere, e quando c’è un lavoro delicato da fare, lo affida a colui che è già oberato e non a chi sta senza fare niente. E’ lui il primo fannullone, perché peraltro, non rispetta l’orario di lavoro e si allontana arbitrariamente, giustifica e premia proprio chi non si comporta bene, cioè l’amico suo, del politico e di qualche altro amico. E inoltre, cosa ancora più grave, cede le proprie competenze ai professionisti privati incaricati dall’Ente.
E badiamo bene, con la scusa di premiare (cioè di dare più soldi a chi merita), si finisce solo per accrescere il potere clientelare, da fare parzialità e ingiustizie sul personale proprio del dirigente. Pasmes (4)
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