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Commenti e dibattiti
Argomenti di carattere generale e locale
Partiamo dai problemi da risolvere e proponiamo insieme le soluzioni possibili

Riportiamo commenti e idee pervenuti da parte di amici e conoscenti, su argomenti politici di carattere generale e riguardanti la città di Tivoli, nel tentativo di trovare proposte risolutive ai vari problemi.
Si raccomanda di essere il più possibile concisi e concreti.

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Turismo

Pasquale Messali = Investire e impegnarsi al massimo sul turismo equivale a promuovere e incentivare la crescita economica della nazione e delle singole città. Molte amministrazioni pubbliche ci riescono brillantemente, altre invece non vi si dedicano più di tanto, rinunciando a una formidabile opportunità che sopperisce alle mancanza di entrate per carenze di materie prime e di prodotti da immettere sul mercato.
Pasquale Messali = Il comune di Tivoli, e non soltanto per le ville, ma anche per la sua vicinanza alla capitale, la presenza dello Stabilimento Acque Albule, il passaggio obbligato dei pendolari provenienti da diversi paesi limitrofi, dovrebbe impegnarsi maggiormente e investire di più sul turismo, cosa che invece non fa più di tanto, dimostrando di non avere idee su come approfittare al meglio delle tante opportunità offerte dalla nostra stupenda cittadina. Con l'ultima trovata delle strisce blu, degli autovelox, degli orari fluttuanti delle zone a traffico limitato e delle multe facili, il turismo a Tivoli ha subito di sicuro un gravissimo colpo. Gli abitanti delle città limitrofe si guardano bene dal passare per Tivoli, e preferiscono trascorrere la giornata e fare acquisti altrove, nei centri commerciali, dove si parcheggia gratis e non si rischia di vedersi portar via la macchina dal perfido carro attrezzi, che da noi è sempre in agguato e pronto a scattare, per non parlare di quei pochi vigili urbani, degnamente spalleggiati dagli ausiliari del traffico, che non si occupano di regolare e smaltire il traffico autoveicolare, sempre più caotico e intasato, ma gironzolano inutilmente per le strade solo per dare la caccia a ogni minima infrazione e a colpire con la massima inflessibilità l’automobilista distratto con l’immancabile, pesantissima multa. Inoltre, da un po’ di tempo, Tivoli è un cantiere aperto e ogni modifica o rifacimento di via o piazza, sono realizzati restringendo lo spazio transitabile, con l’inequivocabile obiettivo di arrecare ostacolo e disagi massimi al traffico.
Ritengo che per promuovere il turismo stanziale, e non di passaggio, occorrono amministrazioni pubbliche che non pensiono soltanto a prelevare soldi dalle tasche dei cittadini, ma con mentalità più aperta, basata sul principio che si amministra la città per risolvere i problemi della gente, non per crearne ad arte.
Per far funzionare bene le cose, occorrono amministrazioni pubbliche meno avide di denaro e più impegnate nella risoluzione dei problemi primari della collettività.
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Partecipazione popolare
Pasquale Messali - Distanza tra cittadino e politica:
In questi ultimi anni è cresciuta la distanza tra cittadino, classe politica e pubblici amministratori. I partiti politici sono gestiti da un ristretto gruppo di attivisti, i detentori della maggioranza interna, in modo verticistico, dall’alto verso il basso, come fosse una proprietà privata, e agli iscritti e simpatizzanti non è consentito di partecipare ai dibattiti sulle decisioni da adottare, di far conoscere le proprie idee, di capire con chiarezza quale posizione viene assunta sui singoli argomenti che riguardano la vita sociale. Ciò vale anche per le pubbliche amministrazioni, che non si impegnano più di tanto a garantire trasparenza massima dell’azione amministrativa e partecipazione popolare più concreta.
Democrazia, trasparenza, rispetto delle regole e partecipazione diretta dei cittadini, sono gli elementi di fondamentale rilevanza per tentare di invertire l’andamento del sistema che, a detta di molti, non può più andare avanti così.
Pasquale Messali - Rinnovo dei canali di partecipazione popolare:
La riforma dello Stato in senso federalista e regionalistico, per dare risultati positivi, ha bisogno di essere sostenuta dal rinnovo delle forme di partecipazione democratica dei cittadini alla elaborazione della politica nazionale e locale. La vecchia e ormai superata forma del partito ideologico, centralizzato e gestito rigidamente dal vertice, deve lasciare il posto a nuove strutture politiche e movimentiste, più agili e snelle, organizzate e gestite dal basso, dal territorio, dalla base verso il vertice, per trasformare la democrazia “rappresentativa” in democrazia “funzionale”, in cui il soggetto principale è costituito dai cittadini, e non da un organismo impersonale che agisce senza radici nel territorio e distaccato dalla gente.
La riforma federale, se ben strutturata, potrebbe ridurre il centralismo istituzionale e la distanza tra cittadino e istituzioni, riconoscendo una maggiore autonomia alle regioni e dotandole di più ampi poteri, per essere messe in grado di funzionare in modo più responsabile e moderno, rinnovando i canali della partecipazione dei cittadini, oggi chiusi nel loro privato e in fuga dalla politica, con il gusto e l’entusiasmo di tornare a impegnarsi e a essere protagonisti.
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Federalismo
Pasquale Messali – Federalismo e rinnovo delle strutture di partecipazione popolare:
La riforma dello Stato in senso federalista e regionalistico, per dare risultati positivi, ha bisogno di essere sostenuta dal rinnovo delle forme di partecipazione democratica dei cittadini alla elaborazione della politica nazionale e locale. La vecchia e ormai superata forma del partito ideologico, centralizzato e gestito rigidamente dal vertice, deve lasciare il posto a nuove strutture politiche e movimentiste, più agili e snelle, organizzate e gestite dal basso, dal territorio, dalla base verso il vertice, per trasformare la democrazia “rappresentativa” in democrazia “funzionale”, in cui il soggetto principale è costituito dai cittadini, e non da un organismo impersonale che agisce senza radici nel territorio e distaccato dalla gente.
La riforma federale, se ben strutturata, potrebbe ridurre il centralismo istituzionale e la distanza tra cittadino e istituzioni, riconoscendo una maggiore autonomia alle regioni e dotandole di più ampi poteri, per essere messe in grado di funzionare in modo più responsabile e moderno, rinnovando i canali della partecipazione dei cittadini, oggi chiusi nel loro privato e in fuga dalla politica, con il gusto e l’entusiasmo di tornare a impegnarsi e a essere protagonisti.
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Referendum
Pasquale Messali: Referendum propositivi ed economicità di svolgimento.
Il Referendum solo consultivo e abrogativo non garantisce l'adozione di leggi migliori di quelle di cui se ne chiede l'annullamento, e rischia di creare pericolosi e dannosi vuoti legislativi. Con il Referendum propositivo e deliberativo, invece, ai cittadini viene riconosciuta la possibilità di ottenere l'adozione di provvedimenti di interesse generale, perché scaturiti dal basso, anche contro le resistenze e i giochi del potere politico.
Se il referendum fosse valido con la sola maggioranza dei votanti, (senza ciò l'obbligo della partecipazione di almeno il 50% degli elettori), sarebbe maggiormente garantito l'efficacia dell'espressione democratica del voto da parte dei cittadini, che rischia di essere invece annullata a causa degli indifferente, di chi non si interessa e non si esprime e dalle forze politiche che approfittano di coloro che praticano il non voto per impedire alla collettività di incidere.
L'introduzione del voto referendario comunale per via telematica, consentirebbe di abbattere i costi economici-burocratici, di accelerare di molto la conoscenza dei risultati definitivi, aumenterebbe le occasioni di consultazione perché più snelle e meno costose, garantirebbe la segretezza e la veridicità del voto. Per agevolare coloro che non possiedono il computer o la connessione in rete, i comuni potrebbero installare nelle sedi elettorali, apparecchiature informatiche fisse a disposizione dei cittadini.
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Difensore civico
Pasquale Messali:
Tutti gli Statuti comunali prevedono l’istituzione del “Difensore civico”, che è quella figura giuridica ideata per consentire ai cittadini di esercitare il diritto di accesso e di partecipazione, e di essere tutelati contro disfunzioni, ritardi e abusi della Pubblica Amministrazione, lesivi dei singoli interessi di ciascuno di noi. Ma per ottenere una maggiore garanzia sulla scelta di persona idonea e indipendente, non soggetta a sottostare a pressioni e forzature politiche, e per impedire il palese conflitto di interesse determinato dal fatto che il controllore venga nominato dal controllato, sarebbe opportuno che il Difensore Civico non venisse nominato direttamente dal Consiglio Comunale, ma fosse eletto dai cittadini, con possibilità di revoca del mandato, anche prima della sua scadenza naturale, richiesto da un congruo numero di elettori al verificarsi di situazioni di sfiducia insanabile.
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Sicurezza
Pasquale Messali:
La sicurezza dei cittadini è sempre più minacciata da una criminalità in costante incremento. Ciò dipende anche dal fatto che le Amministrazioni pubbliche locali riservano a questo gravissimo problema un’attenzione marginale e insoddisfacente. Per cercare di contrastare un fenomeno tanto preoccupante, occorrerebbe incrementare la presenza costante delle Forze dell’Ordine sul territorio centrale e periferico, istituire la figura professionale del poliziotto di quartiere, aumentare le zone videosorvegliate e mettere in sicurezza le parti di territorio e gli stabili abbandonati, fuori mano e al buio in cui potrebbero annidarsi soggetti che compiono atti illeciti. Potrebbe essere utile creare anche un apposito Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, composto da tutti i corpi delle forze dell’ordine presenti sul territorio, per coordinare un’azione preventiva e una valida strategia volta a fronteggiare e ad allontanare i soggetti indesiderati che compiono atti illeciti, servendosi anche della collaborazione offerta dalle associazioni e dalla raccolta organizzata delle segnalazioni dei cittadini,
Occorre ripristinare l’originaria funzione del vigile urbano, nata dalla necessità di istituire una figura professionale vicina al cittadino, per aiutarlo a districarsi nel traffico autoveicolare sempre più caotico e convulso, con l’autorità di impartire precise indicazioni a beneficio della circolazione e di comminare sanzioni pecuniarie a carico di chi trasgredisce alle regole del Codice della strada, con il concetto che la multa non è l’unica competenza da assolvere, ma l’ultima e in via eccezionale, e non a scopo punitivo o repressivo. Un vigile urbano con l’obbligo di servizio di fare effettivamente il vigile urbano, che non abbia il diritto di starsene in ufficio, (altrimenti non è più vigile urbano ma impiegato), che non circoli sulle strade solo per comminare multe, ma per intervenire soprattutto per regolare e smaltire il traffico.
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Circoscrizioni, delegazioni, rete informatica e Internet
Pasquale Messali:
Alcuni politici, per far credere di voler mantenere fede alla promessa di promuovere la partecipazione popolare diretta all’attività amministrativa comunale, propongono di istituire i Consigli circoscrizionali anche nei comuni di scarsa grandezza, dove non se ne avverte alcuna necessità. Non credo sia una buona proposta, per diversi motivi, quali:
s) I Consigli circoscrizionali sono organi di scarsa utilità, (più inutili delle province), impegnati principalmente a formulare richieste per esigenze particolari, che andrebbero ad aggiungersi a quelle identiche inoltrate dai comitati di quartiere e da gruppi di cittadini, con possibilità di gestione di budget limitati che non risolverebbero alcun problema, ma accrescerebbero soltanto lo spreco del pubblico denaro:
2) Con le circoscrizioni non si agevola affatto la partecipazione diretta dei singoli cittadini, ma si creano ulteriori poltrone politiche per soddisfare le esigenze (o le forzature) dei capetti di partito e dei delusi che non sono riusciti a farsi eleggere a consigliere comunale, che andrebbero a incrementare quelle già esistenti oltre alle poltrone degli assessori, passate da 6 a 10;
3) Non si tiene conto di tutti quei cittadini che chiedono a gran voce di ridurre drasticamente la spesa politica e il costo eccessivo di funzionamento dell’Ente Pubblico, che con le Circoscrizioni, il nuovo personale, altri portaborse, consulenti, professionisti e amici di partito occorrente per farle funzionare, andrebbero ad aumentare non di poco.
4) Meglio sarebbe, invece, istituire ulteriori delegazioni, per fornire alcuni servizi primari vicino agli abitanti delle periferie e sviluppare il sistema informatico per permettere al cittadino di acquisire la documentazione di cui ha bisogno direttamente da casa, senza doversi recare nella sede comunale o nelle delegazioni.
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Giustizia
Pasquale Messali:
Le leggi sono state inventante per regolare il normale svolgimento della vita sociale, e sono dirette ai cittadini che devono rispettarle. Per questo motivo fondamentale, le leggi dovrebbero essere chiare e comprensibili, alla portata del cittadino comune. E invece, in Italia, il sistema giuridico è di una complessità spaventosa e soffocante, quasi folle, anche per gli addetti ai lavori, ed è costituito da una miriade di leggi e leggine sempre più intricate e spesso contraddittorie e contrastanti tra di loro, al punto che alcuni giudici le interpretano in un modo e altri nel modo diametralmente opposto. Ne sono pratica dimostrazione quelle sentenze che in primo grado condannano e in secondo grado assolvono, e in appello riducono la pena o riassolvono di nuovo, e viceversa. E ciò nonostante, a ogni nuova legislatura parlamentare, i governi uscenti si vantano di aver varato centinaia di altre leggi nuove, tanto per complicare le cose e rendere un sistema giuridico non per il cittadino, ma a beneficio di avvocati e tribunali.. E i cittadini, oltre a finanziare le spese enormi che lo Stato deve sopportare, sono costretti ad affrontare costi individuali esagerati, spesso insostenibili, per accedere alla giustizia o per rinunciare.
Io credo davvero che sia arrivato il momento di dare una sfoltita consistente alle troppe leggi esistenti, di adottare nuove leggi meglio coordinate e abrogando le precedenti, evitando quindi riferimenti e rinvii ad altri articoli o commi di leggi esistenti, e di ridurre il numero dei divieti per lasciare, in diverse materie, maggiore libertà ai cittadini.
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Spesa pubblica
Pasquale Messali:
Lo Stato è costretto a devolvere ai partiti, contro la volontà della maggioranza degli italiani, a titolo di rimborso delle spese sostenute dai partiti per la campagna elettorale, ben 225 milioni per la Camera e 205 per il Senato, a ogni legislatura, e il partito che riesce ad avere appena l’1% dei voti, ottiene 2,2 milioni per la Camera e 2 milioni per il Senato. Inoltre, un’altra leggina consente di continuare a incassare rimborsi elettorali fino alla fine della legislatura anche quando le Camere si sciolgono in anticipo. Queste leggi, quindi, ci costano più di 100 milioni di Euro per ogni legislatura, e non mi sembra una cosa da poco.
Si è regolarmente svolto un apposito referendum in cui la stragrande maggioranza dei cittadini ha detto no, niente finanziamento pubblico ai partiti. E ciò nonostante, si continua a spendere denaro pubblico in questo modo.
Io ritengo che in uno Stato democratico, in cui si sostiene il doveroso e vincolante rispetto della centralità del popolo sovrano, la legge sui rimborsi elettorali ai partiti non possa sussistere perché contrastante con il più profondo dei principi su cui si fonda la Carta Costituzionale.
Temo che, per coerenza, e per il trionfo della democrazia, alla quale altrimenti non è possibile credere, occorra rimuovere al più presto le leggi non condivise dei cittadini.
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